correre

Correre mi rende felice.
Quando ero piccola mi capitava di chiedere l’autorizzazione per fare dei brevi pezzi di corsa in occasione delle uscite con i miei.
Correre mi libera dalla scimmia che parla incessantemente dentro la mia testa.
Corro senza musica, senza applicazioni che contino i passi, senza telefono.
Vado allo stato brado.
Faccio scatti, allungo il passo, salto cespugli.
Evito i parchi e mi muovo fuori città. Metto maglie e felpe di cotone perchè non amo i tessuti tecnici.
Correre è il mio momento.
Correre mi fa bene ed ho imparato che chi mi dice il contrario è perchè lui per primo non ama la corsa.
Non c’è storta o fastidio alla schiena in grado di controbilanciare il benessere di una corsa ispirante.
Amo correre perchè mi permette di accettare le mie gambe importanti.
Correre dà un senso alla struttura del mio corpo.
Camminare mi radica a terra, correre mi dà il senso del volo.

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felicità e significato

[concetti tratti e tradotti da una Ted Talk di Emily Esfahani Smith]

La nostra società è ossessionata dall’idea della felicità.
Cerchiamo il lavoro ben pagato, l’appartamento bello, il compagno ideale.
E cosa succede? Che ci sentiamo soli in questa perpetua ricerca della felicità.
Gli studi dimostrano che la continua ricerca di felicità provoca nelle persone frustrazione, ansia e depressione. Non devi essere clinicamente depresso per avvertire queste sensazioni.
La felicità è definita dagli psicologi come uno stato di agio e di tranquillità.
Eppure non è la mancanza di felicità che causa depressione nelle persone, bensì la mancanza di senso nella loro vita.
Il Sufismo insegna che il senso inteso come significato deriva dall’appartenere e dal servire qualcosa oltre noi stessi e dallo sviluppo dell’eccelente dentro di noi.
Quattro sono i pilastri per la ricerca del senso e per la sua applicazione una volta trovato:

Appartenenza
Significa essere e creare relazioni in cui si è valutati per ciò che si è, non per ciò che si crede, si odia o si possiede. L’appartenenza deriva dall’amore.

Obiettivo
Costruirsi un obiettivo significa usare i propri punti forti al servizio degli altri, significa avere qualcosa per cui vivere.

Trascendenza
Trattasi della capacità di perdere il senso del tempo e dello spazio quando si è immersi in qualcosa (può essere arte, lavoro, meditazione…)

Storia
è il modo in cui si racconta la propria vita. Quando si dice che in passato si aveva una bella vita e nel presente no, si è già presa la china della depressione. Diversamente se si usa la propria storia per trarne un insegnamento, si compone un senso nel racconto.
La propria storia deve sempre avere degli elementi chiave: redenzione, crescita e amore.

Ringrazio Emily e i Sufi per questa meravigliosa lezione.

scelta

La parola eresia deriva dal greco haìresis e significa scelta.

L’eretico è colui che sceglie ogni giorno di non prendere la verità così come giunge a lui, ma di andarla a cercare. L’eretico compie delle scelte che possono tradursi in disobbedienza rispetto ad un credo imposto.

Fintanto che ci si prende il tempo di fare delle ricerche, di studiare, di comprendere anziché delegare, si può avere la libertà.

Auguro a tutti un po’ più di eresia e libertà.

 

Cristiano

Cristiano ha la mia età.
è portoghese, la famiglia di mio padre ha origini portoghesi.

Credo di aver finito le cose che ci accomunano.

Ammiro la sua preparazione che gli consente performance inimmaginabili per la maggioranza dei calciatori di serie A.
Ammiro la sua dedizione.

Eppure….

Perchè si è rifatto?
Perchè deve mostrare gli addominali di continuo?
Perchè si è trasformato in un marchio?

Quanto rimane davvero di lui?
Mi domando se un giorno faranno un film sulla sua vita, cosa narreranno?
Quale sarà il fulcro della narrazione.
Posto che io non so nulla di calcio, ma mi interesso di fenomeni, mi pongo davvero molte domande.

In qualche modo preferisco i bomber sfrontati e imperfetti alla Eric Cantona, ma è bello vedere che all’interno dello stesso sport esistano milioni di interpretazioni di una passione, di un lavoro, di un personaggio.

 

Non è più vero niente

La frutta dopo i pasti va benissimo
Obama non è la salvezza ed Hillary è una bugiarda
Il caffè zuccherato soddisfa
Lo sport fa male
La musica guarisce
I profumi seducono
Il pane fatto in casa ha davvero un altro gusto
Gli chef si possono anche nascondere davanti alla nonna
L’autunno porta più felicità dell’estate
Le cuffie wireless sembrano enormi cotton fioc
Le sigarette elettroniche uccidono qualsiasi poesia
Gli addominali di Ronaldo fanno anche un po’ ridere
Torino si ribella
Il razzismo è solo un problema di chi è vecchio
Il complotto non c’è
Le palestre Virgin sono i nuovi manicomi

sleeping with ghosts

Serre Chevalier, in un anno imprecisato 

Sono seduta sul prato e compare Luca davanti a me.
– Cate! Sto organizzando una gita.
– Luca, ma sai di essere morto?! Non ricordi, vi siete persi sul Bianco e poi c’è giunta dai tg la terribile notizia.
– Può darsi, ma non ricordo… Quindi alla fine vieni alla gita che sto organizzando?

Sono confusa. Dove mi trovo? In che anno siamo? 

Come il fantasma dei natali passati compare anche Alessandro. Ogni volta che lo vedo in questa strana dimensione è triste. Ho con me un elenco di tutte le cose che avrei voluto e/o che vorrei fare con lui. Sono troppo confusa per dirgliele tutte.

Continuano a comparire persone, mi metto la mano in tasca per cercare il cellulare.
Il padre del mio amico Dario si rivolge a me:
– Cos’è un cellulare?

Di nuovo sono confusa. In che punto del tempo sono finita?

C’è anche Maurizio, con il suo incofondibile sorriso. Vuole organizzare il rafting.

Un rumore strano mi risucchia.
Sono nel mio letto e capisco che è l’ennesima volta che li sogno.
I miei pensieri sono troppo annebbiati, bevo due bicchieri d’acqua, prendo il tappetino da yoga e non penso per almeno mezz’ora.
Sotto la doccia mi domando per quanto ancora li sognerò. Se ne sono andati così all’improviso che non li ho potuti salutare, che non ho mai potuto dir loro qualcosa che per me era fondamentale.
Erano amici di infanzia e di adolescenza e ultimamente li avevo visti molto poco.
Avrei voluto capire il loro valore prima, o almeno, capirlo nel sua interezza.
Spesso da giovani si perde tempo a cercare di piacere a persone a cui non piacciamo.
E tutto questo tempo perso, è rubato a coloro che ci vogliono bene per quello che siamo.
Crediamo che coloro che non ci sanno accogliere siano belli e maledetti e che dietro a discorsi arzigogolati possano nascondere una ricchezza.
Ci vuole tempo per capire che non è affatto così.
Ci vuole tempo per capire che la semplicità e l’amorevole gentilezza sono le virtù più importanti e più dimenticate. Luca e Alessandro le possedevano. Ho la ragionevole certezza che anche Elisa le possedesse.
Sono in pensiero per Simona, Alessandro in tanti miei sogni piangeva per lei.
Se dalle cose brutte bisogna trarre insegnamento, apprendo che le persone genuine vanno tenute vicine, per godere al massimo del tempo che ci è concesso di stare assieme a loro.